La PETA Uccide Molti Più Animali di Michael Vick
(20.7.07)

Per Il Gruppo Dei Diritti Degli Animali Il Numero Dei Corpi Raggiunge I 14.479; Il Gruppo Possiede Una Cella Frigorifera Per I Cuccioli Morti

WASHINGTON – Mentre, oggi, la Gente per il Trattamento Etico degli Animali (PETA dall’inglese People for the Ethical Treatment of Animals) protesta contro la Lega Nazionale di Football riguardo alla lotta tra cani, il gruppo dei diritti degli animali sta ignorando la propria sordida operazione di eliminazione di cuccioli, così disse oggi il Centro per la Libertà del Consumatore. I dati pubblici resi noti dallo Stato della Virginia dimostrano che la PETA stesso ha ucciso 14.479 cani e gatti a partire dal 1998, incluso il 90 per cento degli animali che aveva accolto nel 2005 con il fine di adottarli. La PETA, al momento, è anche in ritardo di 3 mesi nel dichiarare i numeri del 2007.

“È sorprendente ma vero” dice il Direttore della Ricerca del Centro per la Libertà del Consumatore David Martosko. “La PETA stessa uccide migliaia di animali indifesi e adottabili, esclusivamente perchè stanno scomodi. Il perchè tutti continuano a prendere questo gruppo di ipocriti seriamente mi è incomprensibile”.

I documenti riguardanti il programma di uccisione di massa degli animali della PETA può essere trovato su Internet sul sito www.PETAkillsAnimals.com. Nel gennaio 2007 in una testimonianza giurata durante il processo per la crudeltà contro gli animali a due impiegati PETA, una manager della PETA ammise che l’organizzazione ha una cella frigorifera per la conservazione di animali domestici morti. Lei riconobbe pure che la PETA ha un contratto con un servizio d’incenerimento nell’area di Norfolk per liberarsi dei corpi morti, che ammonta a un milione di dollari al mese.

Martosko continua: “Il presidente della PETA riconosce che il suo gruppo potrebbe diventare un rifugio anti-omicidio da un giorno all’altro. Ma ciò significherebbe che il gruppo non si potrebbe più permettere di spendere milioni di dollari in scarse azioni pubblicitare, senza parlare del disturbo apportato alle ditte produttrici di alimenti per gli animali domestici, ai ristoranti e alle ricerche mediche".

Un altro impiegato della PETA è accusata di enormi furti, nella Virginia meridionale, collegati al furto di un cane da caccia e del suo collare da radioinseguimento addotto nel 2006. La PETA non ha ancora indicato se il cane in questione fosse designato ad essere ucciso.



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