Gli Impiegati della PETA affrontano in Tribunale l’Accusa di Furto di Cani
(26.6.07)

Il cane da caccia rubato potrebbe essere stato designato a morire al quartier generale del gruppo di Norfolk

Courtland, VA – Martedì pomeriggio in un tribunale rurale della Virginia, la Gente per il Trattamento Etico degli Animali (PETA) andrà incontro all’ultima di una serie di sconfitte dovute al fatto che due dei suoi impiegati affrontano l’accusa di crimine per il furto di un cane da caccia appartenente a un ufficiale di controllo degli animali locale. Il Centro non profit per la Libertà del Consumatore (CCF, dall'inglese Centre for Consumer Freedom), assisterà all’udienza odierna e per tutta la durata del processo e documenterà le procedure per il proprio popolare sito web PetaKillsAnimals.com.

Le impiegate della PETA, Andrea Florence Benoit e Carrie Beth Edwards, furono arrestate a Ottobre, poco dopo aver presumibilmente abdotto un cane Walker nella Contea di Southampton, Virginia. La polizia ha fermato il furgoncino di proprietà della PETA che le due stavano guidando, mentre tentavano di trasportare il cane all'ufficio della PETA a Norfolk. Più tardi la PETA rivendicò che le impiegate stavano cercando di determinare chi possedeva il cane, ma la polizia le accusò del crimine di furto.

Benoit e Edwards sono anche accusate del furto di un collare radiotrasmittente che il proprietario del cane aveva messo all’animale per seguire la sua locazione. Il collare fu trovato più tardi al bordo della strada vicino al luogo dove un testimone aveva visto gli imputati mettere il cane nel furgoncino.

L'ubicazione di questo presunto furto di cani è a meno di 40 miglia da Ahoski, Carolina del Nord, dove altri due impiegati della PETA hanno ammesso di aver ucciso dozzine di cani e gatti e di aver gettato i loro corpi in un cassonetto della spazzatura. All’inizio di quest’anno quel caso fu oggetto di un processo di crudeltà animale ad alto profilo. Gli archivi del Veterinario dello Stato della Virginia mostrano che la PETA ha ucciso più dell'ottanta percento degli animali domestici affidatigli tra il 1998 e il 2005 – in totale poco più di 14.400 cani e gatti. Il gruppo non osservò la scadenza del 31 Marzo per fornire i dati del 2006.

“Non è un segreto che alla PETA non piacciano i cacciatori, ma il gruppo non fa affari rubando i loro cani, “ ha detto oggi il Direttore della Ricerca della CCF David Martosko. “A giudicare dal tasso di uccisione della PETA, pari all’80 percento, è probabile che, quando la polizia intervenne, questo animale fosse diretto alla camera mortuaria della sede PETA di Norfolk. È orribile pensare che un gruppo conosciuto perchè uccide animali domestici indifesi, usa il proprio tempo – e il denaro dei suoi donatori – cacciando vittime da pelliccia lungo strade di campagna".



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